domenica 5 gennaio 2014

L'ULTIMO VAGABONDO AMERICANO

3 anni or sono, alcuni amici in Val Borbera ci contattarono proponendoci uno spazio serale in piazza a Borghetto Borbera, per esibirci. Era da un po' che a me e al vecchio Matte frullava in testa l'idea di mettere in scena un tributo a Jack Kerouac, nostro grande amore. 
Cogliemmo così la palla al balzo ed imbastimmo in un ridottissimo lasso di tempo uno spettacolo semplice ma efficace di letture  dai Vagabondi del Dharma accompagnate dalla chitarra,  che lascio', come nello spirito beat, grande spazio all'improvvisazione e alla partecipazione del pubblico.

Fu forse la passione, la nostra, per un testo così coinvolgente, ma anche l'attenta risposta di un pubblico che sentivamo emotivamente coinvolto a farci davvero viaggiare insieme, in quella serata fino ad oggi rimasta unica e magica. Fu forse anche il contesto, le luci dorate dei lampioni, l'aria tiepida di inizio estate, le piccole sedie sistemate a semicerchio attorno a noi nella piazza del piccolo paese a rendere quella serata in qualche modo sacra ed intoccabile.

Ebbene, a distanza di tre anni è di nuovo un caso - ma esiste poi il caso?- a farci ritentare l'impresa.

Contattati da altri amici di amici, ci viene proposto di rifare Ultimo Vagabondo Americano.
Ed è con entusiasmo rinnovato che ci buttiamo, naturalmente, a capofitto in questa impresa.
Siamo o non siamo Senza Collare?
Consapevoli di non poter ricreare a tavolino quella stessa magia, che fu altresì una grazia estemporanea, aggiungiamo questa volta alcuni ingredienti per rendere il piatto più gustoso. A tempo debito echi di Cajon e di kazoo sosterranno nel suo cammino la dobro del Vecchio Matte, rendendo il tutto un poco più "suonato" perché così ce lo sentiamo questa volta. Ma non troppo. Perchè saranno sempre le parole, così vogliamo, a farci strada nella notte.
Sul telo alle nostre spalle voleranno inoltre le immagini di repertorio del caro Jack, che, come un angelo, o un messaggero della dorata eternita', auspichiamo sia al nostro fianco, davvero, anche questa volta.

Per chi ci sarà, con noi,
Buon Viaggio!

Venerdì 24 Gennaio 2014, alle ore 21:15, presso il Salone dei Ciliegi, in Via Contrada Grande 31 a Rivarone (AL).

Enrico M.

lunedì 16 settembre 2013

Anni Settanta

Giochiamo?

Negli Anni 70, in paese, c'erano le ortiche.
Già.
Non davano fastidio, le ortiche, ai lati delle case.

Non facevamo la raccolta differenziata, negli Anni 70.
La doppia curva stretta della strada, asfaltata di fresco, fungeva da discarica. Dai paesi limitrofi venivano a buttare frigoriferi e lavatrici, di ferro spesso, sovietico, perentorio. Senza troppi problemi. La cortina di ferro nel bosco.
A noi bambini pareva strano. Ma noi eravamo le vipere verdi, ecoterroristi prima che si parlasse di ecologia. Quando solo di terrorismo già si parlava. Avanti anni luce, come tutti i bambini di sempre.
Noi eravamo quelli che liberavano i conigli dalle gabbie dei contadini e mettevano sassi sui sedili e biglietti minatori sulle macchine dei cacciatori.
Cose che, col senno di poi...
Eravamo quelli delle BMX e del Crystal Ball. Quelli dei primi skate e dei salti dal fienile. Quelli che in campagna trovavano una libertà che in città non esisteva.
Perchè le città, già un pugno d'anni prima, erano diventate invivibili involucri di cemento perfetti per abusi edilizi che facevano perfettamente girare l'economia italica pre mani-pulite. Il Boom, gli affari, le mani che si stringono. Finte contrapposizioni se lo sfondo è il denaro, il rosso e il nero, muri importanti ancora da cadere, la banca che scoppia, la mafia che uccide, il rosso e il nero, la stazione che esplode, l'aereo che cade....ma noi?
Noi che cazzo ne sapevamo, che ci dicevano che tutto andava bene. Noi eravamo bambini. Quelli dello "stai attento ai drogati quando esci da scuola", quelli delle figurine Panini, di Zaccarelli capitano.
Ma voi grandi, cazzo, voi c'eravate.
Più bambini di noi nella vostra cecità, nel vostro tira a campà, nel vostro essere intellettuali dei miei coglioni, sovversivi da salotto!
O vi incazzavate? Vi incazzavate davvero e per decenza non ce lo dicevate? Che indecenza, la decenza, il decoro.

Io ero quello che gli veniva il magone quando sentiva "il ragazzo della Via Gluck". Non so voi.
Ma mi sento di dover fare outing, come si dice adesso, perchè è un peso che mi porto dentro da troppo tempo. Che nella frase "là dove c'era l'erba ora c'è una città" mi pareva si condensasse tutto il male possibile inflitto dall'umanità alla Natura di cui dovremmo esser parte. Una sorta di peccato originale.

Là dove c'era l'erba ora c'è una città.
MINCHIA!........PANICO!!
E chi l'ha approvato 'sto piano regolatore? Il solito assessore. Quello che le mani, negli Anni 70, se le sporcava ASSAI. Uno dei tanti. L'ingranaggio di una macchina che - allora - filava a cento all'ora a finestrini aperti. Una Prinz? Rossa o verde?
Giochiamo?
Gomiti serenamente appoggiati fuori, niente aria condizionata, niente cinture, meno plastica più lamiere, bambini che bivaccan sui sedili. Animali, però - che bello! - che attraversano le strade. Buoi sulla sterrata, alzano polvere. Ci si ferma a Persi a comperare le mentine?? Giochiamo?

Perchè noi. Noi siamo bambini.
Siamo quelli del Supertele e delle Superga con il buco in punta.
Che in quei Settanta, in Italia, ci siamo nati.
E che quegli anni, a dispetto di tutto, li abbiamo amati, fosse anche solo per il sapore speciale che l'infanzia gli ha donato. Retrogusto di meraviglia.
Ma anche perchè, correggetemi se sbaglio, fose un po' meno in catene ci si sentiva tutti. Magari sporchi e malvestiti. Persino i calciatori della serie A all'apice a vederli adesso nelle foto di allora sembran degli sfigati clamorosi.
Che adesso anche nelle giovanili della Sestrese si fan le sopracciglia e sembran tutti dei modelli di Calvin Klein.
Bah! Chi c'è c'è, chi non c'è non c'è.

Giochiamo ancora?















Enrico M. - Reading Live Intro Festa Anni 70 - Fraz. Roncoli - Borghetto Borbera (AL)